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Lo sguardo delle cose

Non avete l’impressione che qualcosa non funzioni nel principio etico secondo cui non bisogna trattare le persone come una cosa, come oggetto? Non nel senso che il principio non sia valido, ma nel senso che esso mostra un “tallone d’Achille”.   Infatti quel principio si fonda sul presupposto che le cose, invece, non si appartengono, possono essere possedute, non possono essere concepite come soggetto di nessun diritto (Lalande).
Ma è proprio così? È, quest’ultima, una giusta prospettiva?
Se il principio di cui sopra presuppone un’eccezione, nel senso che esiste qualcosa, intorno a noi, che può essere usata e abusata in quanto oggetto, chi ci impedirebbe di trovare, come è già accaduto, delle eccezioni, a quel principio, anche riguardo agli umani? Basterà descrivere qualcuno come “meno” umano, o addirittura “per niente” umano! In realtà, i diritti hanno una strana caratteristica intrinseca: o sono riconosciuti come universali, nel senso più ampio della parola, o sono destinati a franare fa…

I sentieri interrotti della conoscenza

La storia del cammino umano verso il sapere è piena di vie di ricerca cancellate, di sentieri della conoscenza interrotti. Quante ipotesi, quante "strade di ricerca" e di conoscenza, quante "parole" dell'umanità, sono state "silenziate" nella storia, a volte con violenza. In ogni caso con superbia. Con quella tipica "hybris" umana, che faceva temere e tremare, già ai primordi della storia delle civiltà. Una forma di "totalitarismo" della conoscenza è riuscita spesso ad imporsi, per ragioni non sempre chiare e con metodiche diverse. Attraverso "procedure di controllo e di esclusione", spesso mascherate anche da "volontà di verità", come quelle descritte da Michel Foucault nel prezioso L'ordine del discorso. Quelle procedure di esclusione e quella interruzione di sentieri della conoscenza hanno riguardato i campi più diversi della cultura umana. Qui vogliamo denunciare ciò che è stato perso, soprattutto a partire…

Avvenire, grillismo e politica

L' intervista che il "quotidiano dei vescovi", Avvenire, ha fatto, la settimana scorsa, al proprietario del Movimento cinque stelle, e il dibattito che ne è seguito, hanno provocato perplessità di varia natura, sia nel mondo cattolico che nel mondo politico in generale. D'altra parte quell'intervista, e anche le successive "precisazioni" del Direttore del quotidiano, sembrano aver prodotto nei lettori una senso diambiguità. Perciò è opportuno tornarci su, anche in questo blog, per porre, a freddo per così dire, alcune questioni. L'ambiguità è provocata da alcune domande preventive, che sorgono e che restano senza risposta, e cioè: "chi è realmente l'intervistatore?", dal momento che si tratta del quotidiano di proprietà della Conferenza episcopale; "perché adesso?"; "per quali scopi?"; infine, con questa intervista, "chi sta sperimentando cosa"? L'ambiguità deriva dall'impressione che quel "confr…

La storia, signori, la storia!

È davanti agli occhi di tutti la condizione, quasi di "blocco", in cui ci troviamo, oggi, relativamente a molte questioni cruciali. Nello stesso tempo, una cosa sembra emergere con chiarezza: di fronte alle grandi questioni del nostro tempo, politiche, economiche, ambientali, sociali, culturali, ecc., nessuno sa veramente cosa fare o proporre. Non lo sanno, né quelli che hanno responsabilità di governo, né quelli che a quei governi si oppongono proponendosi come alternative.
Siamo, per così dire, senza orizzonti, senza alternative proponibili e praticabili. sarebbe il caso di riconoscerlo! Siamo come intrappolatiin un groviglio, in un meccanismo, che non riusciamo a controllare. Nessuno è in grado di dire se esiste qualche alternativa reale, per esempio, al capitalismo neoliberista. Nessuno degli oppositori dello status quo sembra in grado di indicare o di pensare una strategia che non sia solo una declamazione di parole d'ordine. Nessuno è in grado di proporre analis…