Religioni e Chiese di fronte a un bivio

 È abbastanza evidente che, in questo nostro tempo, sia l'autodeterminazione dei popoli, sia la libertà personale e individuale sono sotto attacco, soprattutto ad opera di regimi politici illiberali, autoritari, autocratici e dittatoriali, che paiono aumentare di numero nel mondo.

Ma è altrettanto palese che, oggi ,in tutte le forme di negazione o riduzione delle libertà personali e di violenza diretta o indiretta sulla vita e sui corpi degli individui, tendono ad insinuarsi motivazioni religiose o pseudo religiose, come pure motivazioni morali o pseudo morali. 


Un fatto comunque è certo: dobbiamo riconoscere che oggi, anche in occidente, sia la libertà personale sia la democrazia, sono messe in pericolo, con il sostegno diretto o indiretto, o l'acquiescenza di chiese, movimenti religiosi, leader  religiosi e settori delle gerarchie ecclesiastiche.


Ecco perché è ragionevole attendersi, oggi, anche dalle religioni e dalle Chiese una parola chiara e senza ambiguità, sulla questione della libertà individuale.

È arrivato il tempo, per le Chiese e le religioni, di chiarire e finalmente definire senza equivoci il proprio rapporto con la libertà personale e le libertà individuali.


Perché, alla fine, in tempi come i nostri, anche parlare di pace (o "gridare la pace" come alcuni amano dire oggi) appare ipocrita se non si elimina ogni ambiguità e ogni sottinteso sui temi della libertà, delle libertà personali. oltre che della libertà dei popoli.


Certo, non è strano e non è nuovo che regimi come Russia, Cina, Iran, Afganistan, e altri Stati, a loro modo accoliti, satelliti o alleati delle grandi potenze autoritarie, dittatoriali o totalitarie, abbiano come loro obiettivi non solo la negazione della dignità della vita e della libertà individuale al loro "interno", ma si propongano anche la disgregazione dei regimi democratici e delle nozioni stesse di libertà individuale e di democrazia.


Ciò che, però, è certamente strano, pericoloso, vergognoso e scandaloso, è che il fascino di questi regimi autoritari, antidemocratici e illiberali, coinvolga gruppi politici e governanti di paesi democratici, gruppi sociali e intellettuali dei paesi occidentali, organi di informazione, movimenti laicali che si dichiarano cristiani o cattolici, o addirittura settori rilevanti delle gerarchie ecclesiastiche delle diverse chiese cristiane.


Se è vero, come è vero, che la libertà, personale e individuale, caratterizza e definisce il soggetto umano, prima e più di qualunque altra facoltà e qualità, se è vero, come è vero, che la libertà è un valore non negoziabile, come la vita stessa, allora oggi nessuno che creda nel futuro dell'umanità. può essere ambiguo, reticente o "benaltrista" su questa questione. 


Tra l'altro, ciò che dovrebbe dare da pensare è che, come molti esperti di storia delle religioni e di dottrine religiose sanno, la tradizione ebraico-cristiana ha avuto origine con l'elaborazione biblica di un'idea di Dio come indissociabile dalla nozione di libertà e liberazione da ogni "faraone" di questa terra, ed è culminata in due rivoluzionarie affermazioni del Gesù dei Vangeli, che hanno ambedue a che fare con il tema della libertà.


La prima, secondo la quale nessun "Cesare" si può arrogare i poteri di un dio, in altre parole, non c'è nessun "dio" su questa terra, nessun "sovrano" a cui l'individuo debba totale obbedienza; e l'altra, del tutto incredibile e inaudita, se analizzata nel suo contesto culturale, secondo la quale non è l'individuo umano fatto per "il sabato", ma, al contrario, è "il sabato", con tutto quello che ciò rappresenta, ad essere fatto per l'individuo umano.


 Beh, in teoria, quanto detto, presuppone che ogni credenza in un Dio unico, che "sta nei cieli", e perciò non si identifica con individui e istituzioni che "stanno su questa terra", dovrebbe essere percepita, prima di tutto, come un fondamento e una garanzia della libertà di ogni individuo umano, ("l'ultima difesa" della libertà, scriveva il filosofo Sergio Givone), nonostante le contraddittorie testimonianze che. su questa questione, spesso, le religioni hanno dato nella storia.


Diventa alquanto difficile quindi dare senso all'ambiguità o reticenza, da parte  di settori delle gerarchie ecclesiastiche e religiose riguardo al tema della libertà individuale, di fronte a regimi che non considerano la libertà individuale un'opzione essenziale.

Così come è scandaloso che, in paesi democratici, governanti o politici che mirano a ridurre gli spazi di libertà e di democrazia (Trump in Usa, Bolsonaro in Brasile, Orban in Ungheria, per fare qualche esempio) trovino sostegno e ammirazione in gerarchie religiose cristiane o cattoliche.


Se questo accade, ovviamente, c'è qualcosa che non va ("in Danimarca").


D'altra parte, non c'è neppure nessuna diplomazia che tenga, in casi come quelli citati,  Soprattutto perché la diplomazia, pur necessaria nel rapporto tra stati, esige, da sempre, una congrua dose di cinismo che non pare possa essere una caratteristica dei leader ecclesiastici o religiosi in generale.Anche a questo proposito sarebbe interessante studiare il racconto che gli evangelisti fanno dellatteggiamento di Gesù di Nazareth nei confronti dei tiranni sanguinari del suo tempo.


Quindi, forse, è adesso il tempo per una esplicita scelta di campo in favore della libertà individuale da parte delle religioni e delle chiese; è questa l'ora per separare definitivamente i destini delle chiese e dei movimenti religiosi da ogni forma di connivenza con regimi totalitari, autoritari, dittatoriali, autocratici e illiberali,



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