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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2018

Per una filosofia delle rotatorie

So bene cosa voglio qui: voglio l’inconcluso”. Parole inaudite queste di Clarice Lispector (Acquaviva), che non abbandonano la mia mente, mentre mi faccio domande sullastrana mania di dover mettere la parola “fine” o di trovare necessariamente un titolo per ogni storia! Ne ho proprio bisogno? Davvero mi serve sempre uno schema in cui imprigionare la vita e le storie? Quelle personali o quelle delle culture, delle credenze, delle esperienze e dei linguaggi?
Spiegare ogni cosa e cercare l’ultima parola ogni volta che penso, che parlo, che agisco? Credo veramente con questo di aver finito di capire? Non penso che questo può valere solo per le istruzioni d’uso del cellulare o della lavatrice?
Ci sono cose che posso capire ma altre che posso solo contemplare, come pensava Iris Murdoch. E allora? Dove sarebbe il problema? Ci sono molte polarità nella realtà di cui non posso fare una sintesi. Devo lasciarle vivere nella multipolarità del reale, e limitarmi a “contemplarle”, così come appaiono…