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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Rovine, archeologi e l'arte del custodire

Ahim è , non dovremmo domandarci, una buona volta, come mai siamo cos ì incuriositi, cos ì rispettosi, cos ì attenti a non fare danni, cos ì carichi di domande e di attese, verso i  ruderi e le rovine , verso le tracce delle devastazioni del tempo e della storia su edifici e monumenti, mentre, invece siamo tanto incapaci di com-prensione , di rispetto e di com-passione verso i segni e gli sfregi che le devastazioni della vita, i crolli etici e gli smottamenti della personalit à , producono sui volti e sulla prassi degli umani? Come mai siamo cos ì impegnati a custodire ruderi e tracce materiali, spinti, da un lato, dalla riverenza per quello che fu e, dall'altro, dal desiderio e dalla speranza di poter immaginare virtuali ricostruzioni , mentre, di fronte ai frammenti o alle rovine di una vita umana, siamo talmente incapaci di " pietas ", per cui, non solo, rifiutiamo l'idea di una ricostruzione e di un restauro di quella vita , ma, siamo anche divorat