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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2010

L’ASIA e il nostro FUTURO

Quale futuro? Come rispondere a questa domanda senza uscire dalla camicia di forza dei modelli di pensiero regolati troppo su consuetudini e aspettative, considerate ovvie? A distanza di secoli, ormai, da quando l’umanità, a partire dalla rivoluzione scientifica, ha cominciato ad autocomprendersi prevalentemente proiettata verso il futuro e non più ossessivamente rivolta solo verso l’origine e il passato, non sarebbe il caso di dare un senso pieno e adulto all’ idea di futuro ?   Senza trepidazioni e timidezze! Infatti, il futuro è tale perché ci viene incontro da un “ altrove ”, dal futuro appunto e non può sempre essere la rassicurante proiezione del nostro prevedibile presente! Il vero senso del “ nuovo ” (questo dio – per il resto - tra i più adorati oggi!)   è qui . Il nuovo non può essere solo l’ultimo telefonino o l’ultima play station o l’ultima moda. Il nuovo è il “ novum ”, il “ nuovo-nato ”, quello che, nonostante tutte le tecniche diagnostiche che rilevano ra

Elogio della “ φιλο-σοφια “

La philo-sophia è notoriamente inutile . Come molte delle cose più cariche di senso della vita umana, del resto! Nel nostro mondo in cui tutto sembra giocarsi solo sull’ immediato , sul   prezzo   e sul risultato ; in questo nostro mondo in cui   pare che anche ai bambini , ormai, si insegni, con le parole o con le azioni, prima di tutto a chiedersi: “ a che serve ”? e “ quanto vale ”?, la philo-sophia non si propone obiettivi immediati né può offrire indicazioni pratiche spendibili a breve scadenza. Il tipo di “ ragione ” a cui essa aspira ed educa, la Ragione autentica e piena, è “invisibile per definizione, per grazia, e può diffondersi come luce , a patto che non si estenda con misura ” , che non si accontenti di essere ragione “ misurata e misurante ”, come scrive Maria Zambrano in un ispirato libretto ( Dell’Aurora , Marietti). Ma lo spazio del “ pensiero meditante ” esige la capacità di “ perdere tempo ” a riflettere sul nostro essere nel mondo e con gli altri. Perch