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Visualizzazione dei post da Luglio, 2010

Tu che mi guardi e mi racconti...

In cerca di un volto . Forse è anche questo, l’ estate ! Non solo e non tanto la ricerca di un tempo “ liberato ”, di un luogo “riconosciuto” o sconosciuto, di un ambiente familiare o intricante, di emozioni nuove o attese! O forse proprio attraverso queste. Forse anche l’estate è sempre un “viaggiare”, anche se, in genere, non ci si sposta da quei pochi metri di spiaggia, di piazza o di ambienti, dove si va a “ scaraventare ” la propria esistenza, come spesso accade nelle “ vacanze ”. Forse l’ estate , le “ vacanze ” sono questa “ attesa ”, a volte disperata , che un volto ci si “ riveli ” e ci abbagli anche   se, quasi sempre, proprio per questo, forse, ce ne difenderemo. E tuttavia, pur disorientati dall’incontro con infinite nuove persone-non volti , per lo più, coperte da maschere o “ veli ” che, contrariamente al nostro intimo istinto e bisogno, non ci offrono “ conoscenza ”, rimaniamo ” in cerca ”. Al punto che spesso, semplicemente, non ci resta che guardare e fissare luog

Auto in corsa senza conducenti!

Molti si chiedono oggi perché (…soprattutto nel nostro Paese?) in una società dalla cultura tanto avanzata (siamo tra le prime otto potenze del mondo!) l’etica è così leggera . Qui il termine “leggera” non è usato nel senso in cui lo intendeva Calvino e, in fondo, nonostante le testimonianze contrarie della storia cristiana, anche Gesù (“ il mio giogo è soave e il mio peso leggero” ). No!, leggero qui ha il significato più banale e greve ; sta piuttosto ad indicare – non l’etica come creatività, invenzione dell’immaginazione, “ eccesso ” (Ricoeur) nei confronti delle rigidità dell’evoluzione biologica, ma un’assenza di personalità, di consapevolezza e di competenza etica che alligna anche in moralizzatori pubblici, fustigatori dei costumi o fondamentalisti religiosi. E allora perché la capacità di scelta morale appare così mediocre o scarsa, come si direbbe della preparazione di uno studentello svogliato? Una risposta plausibile – che potrebbe aprire prospettive nuove di analisi -

Divagazioni su poteri, dei, idoli e libertà di stampa

Forse ha proprio ragione un’amica scrittrice che fa dire a un personaggio di un suo racconto (di prossima pubblicazione spero!)   che il potere è ateo , perché può celebrare solo se stesso .   Questi pensieri mi venivano in mente (naturalmente… per vie traverse , senza apparente relazione con le questioni in campo!) mentre riflettevo sulla protervia e l’arroganza con cui, in queste settimane, questi strani personaggi al governo in Italia, tentano, affannosamente e con tutti i mezzi, di stringere il cappio al collo della libertà di informazione.   Certo qui non si tratta di una spiegazione politica di quello che sta accadendo – di quel tipo di spiegazioni sono piene le analisi e i dibattiti in corso: ed è facile, per chi volesse, seguirne le argomentazioni. Quella invece che tento qui è una spiegazione in un certo senso “ antropologica ”, con l’obiettivo di offrire un’altra prospettiva , oltre quelle abituali, alla ricerca delle motivazioni di fondo di certi comportamenti, non nuovi