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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2010

Chi decide la nostra “agenda”?

Chi decide gli argomenti dei nostri discorsi? Chi stabilisce le questioni "importanti" di cui discutere ? Chi decide che i problemi importanti oggi siano alcuni e non altri? Chi stabilisce cosa è accaduto o cosa accade veramente? Chi decide quali sono le notizie da porre in primo piano ? In effetti, cosa facciamo, di solito, per sapere cosa è accaduto o cosa sta accadendo? Quasi tutti guardiamo la Tv o ascoltiamo la radio o leggiamo il giornale ( a dire il vero, credo che lo si debba fare sempre di meno e cercare altre strade , consentite forse oggi dal web. Sarebbe, forse, meglio usare la Tv e i giornali per scopi diversi da quello di “informarsi” su quello che accade nel mondo, oggi. Il rischio, altrimenti, sarebbe, è , quello di interessarci e di parlare di quello che ci dicono – ci ordinano? – la tv o i giornali, invece che di quello che “ veramente ” accade o ci accade ! ). A meno di essere talmente ingenui da credere di essere noi a scegliere cosa è impor

L'educazione è ancora possibile?

In un tempo in cui si blatera di riforma della scuola e si ha la pretesa di chiamare riforma della scuola un “ aggiustamento ” e una “ razionalizzazione ” derivanti da esigenze e calcoli ragionieristici , mi sono ritrovato a rileggere una vecchia – ma attualissima - intervista di Paulo Freire alla Harvard Educational Review (www.harvardeducationalreview.org) , - tradotta in italiano dall’editrice dell’Università di Udine, - in cui sono poste quelle questioni di fondo , la cui soluzione dovrebbe precedere qualunque serio tentativo, di riforma e rinnovamento dei sistemi educativi, degno di questo nome. In altre parole, occorrerebbe chiarire prima quale "idea" di scuola e di educazione si vuole perseguire, e poi passare ad architettare eventuali soluzioni tecniche . Nel caso della proposta di riforma che abbiamo di fronte oggi in Italia, invece, ciò che è venuto “ prima ” è stato solo un quadro di riferimento fissato dal ministero … dell’economia ! Questo potrebbe essere

Mad Men. Quasi uno spot

Forse pochi avranno già guardato questa serie di telefilm, ma credo valga la pena di segnalarla. Almeno questa è la mia opinione, dopo averla seguita per una stagione e più. Parlo di Mad Men , una serie tv ( trasmessa in Italia sul canale Cult di Sky ), diversa dalle solite, nuova e originale, che negli Stati Uniti, ormai è un prodotto cult che, alla terza stagione, è ancora ai primi posti negli ascolti e, nello stesso tempo, pluripremiata anche dalla critica . Eppure si tratta di una serie alla quale, quando è stata proposta, nessuno ha creduto, al punto da essere rifiutata da tutti grandi network televisivi, mentre fu accettata solo da un piccolo network indipendente ! Ambientata nella New York a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta , con uno straordinario e accurato ritratto d’epoca , attentissimo ai particolari e alla sensibilità , e anche alle battute e allo slang di quei tempi. La serie riesce a riportare alla luce lo spirito di quell’epoca , trattando della vita di al

Il Tempo e la Statua greca

C’è qualcosa di non detto, in ogni inizio di un nuovo anno; c’è qualcosa di non detto, in ogni “ buon anno ”, ripetuto ogni 365 giorni della nostra vita! Si tratta forse del nostro drammatico rapporto con il Tempo! Il Tempo : da un lato la dimensione – forse – più propria della nostra precaria condizione umana; ma dall’altra, con il suo ritornare e ripetersi identico , segno anche di una dimensione, per così dire, “ eterna ”, insita nel tempo stesso! Forse è per questo, anche per questo , che il Tempo ha per noi un qualcosa di indecidibile e inafferrabile ! Cosa facciamo e cosa succede , in realtà, con il “tempo” umano? " Lasciamo " qualcosa per il dopo ? O " chiudiamo " qualcosa? Prendiamo, solo , atto dell’incompiutezza di ogni costruzione, progetto o esperienza umana, escludendo altre possibilità? O ci accorgiamo – di nuovo – di avere ancora – nonostante tutto - la possibilità di rispondere affermativamente alla domanda: c’è ancora qualcosa per dopo