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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

L'altro nome della bellezza: imperfezione

Affermazione certamente dissonante, almeno di fronte al tipo di consapevolezza culturale, comune tra noi occidentali. Infatti, chi accosterebbe bellezza con imperfezione? Ci viene più "naturale" evocare con la nozione di bellezza lo splendore della natura che fiorisce, l'armonia di un corpo, la perfezione dell'ideale, il bene o la santità, magari l'oggetto perfetto del desiderio, ma, sicuramente, per nessuno sarebbe facile vedere nell'imperfezione, nella disgregazione, nell'umiltà (= ciò che è fatto di terra e di fango), un'incarnazione stessa della bellezza. È così difficile, infatti, sottrarsi, almeno a livello cosciente, alla prigione interiore del dualismo bellezza-bruttezza, dalla quale siamo soliti giudicare ogni cosa, secondo rigidi canoni di gusto. 
E allora potrebbe essere utile lasciarsi convincere, come è capitato a me, da Crispin Sartwell, a investigare l'estetica del wabi-sabi, il nome giapponese della bellezza. Il wabi-sabi ci racco…