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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Considerazioni inattuali

Vi siete mai sorpresi a pensare a quello che ci viene tolto ogni volta che l’informazione o il dibattito pubblico vengono ridotti alla minuziosa e ossessiva narrazione dei tanti monotoni fenomeni di malcostume, di corruzione, di indegnità di politici o amministratori vari? Ogni volta che l’attenzione e l’interesse di tutti vengono requisiti in tal modo? Certo, quei fatti non possono passare sotto silenzio e devono essere gridati dai tetti! Certo, occorre sanzionare pubblicamente comportamenti inaccettabili di uomini di potere, cui abbiamo – abbiamo! - affidato la guida della cosa pubblica. Certo, occorre alzare barriere immunitarie contro patologie della convivenza sociale. Certo, occorre fare argine, tutti, insieme, contro comportamenti arroganti, esibiti, senza vergogna, alla luce del sole. Ma, - giacché, fenomeni simili, si possono osservare, se si vuole, anche solo alzando gli occhi intorno a noi, o tra di noi! - è proprio necessario, e utile, ridurre la comunicazione pubblica e …

Coazione a ripetere

Ricordo che nel periodo in cui vivevo in Friuli, a Udine, per diversi giorni, un gatto, tutte le volte che aprivo il cancello di casa, tentava di intrufolarsi nel cortile. E, anche se io lo respingevo, il giorno dopo si ripresentava puntuale a ripetere l’operazione. Confesso anche - e qui faccio ammenda, prevedendo le ire degli animalisti! - che finii per respingerlo malamente. E soltanto dopo alcuni di quei “trattamenti” non lo vidi più. Fui indotto anche a chiedermi – da “giovane” filosofo e… a tempo perso - cosa potesse spingerlo a rimanere in quella spiacevole situazione. Un difetto di memoria di ciò che gli accadeva tutte le volte? Una “versione” animale della “coazione a ripetere”, che, secondo la psicanalisi, consiste nel replicare ossessivamente comportamenti e azioni anche quando sono dolorosi? O forse l’ebbrezza del rischio tipica dei “giovani” viventi? Cosa allora? La stupidità? Che consiste nell’incapacità di connettere anche i dati “ovvi” dell’esperienza. Ma che, però, sem…