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Visualizzazione dei post da Agosto, 2011

“Perdersi m’è dolce….”

Una volta una cara e ammirevole amica (a cui è dedicato questo post avendolo in parte ispirato) mi ha detto che nella sua vita aveva sempre preferito i percorsi impervi e non tracciati alle larghe autostrade. Al momento non avevo dato un significato particolare a quanto diceva, se non considerandolo un modo per dire che la sua vita aveva richiesto un cammino più tortuoso, imprevisto e difficile, pur se alla fine la fatica era stata ben ripagata! Poi ho letto uno strano e interessante manuale “per perdere l'orientamento” e “imparare a vagabondare senza meta” e allora ho colto meglio e apprezzato la lezione che mi veniva da quella affermazione e il suo senso più pieno e più bello, tenuto conto anche del modo, privo di rammarico, di raccontare la propria vita. In fondo, notano gli autori Kathrin Passig e Aleks Scholz (Perdersi m’è dolce…Feltrinelli), anche “Omero non avrebbe avuto granché da raccontare se Ulisse avesse scelto la via più breve per tornare a casa”! Non avere una direzio…