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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

Il gioco a due e il… “terzo escluso”

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Chissà se la partecipazione degli italiani ai recenti referendum ha espresso un momento di espansione della coscienza o soltanto una reiterazione di quello che Michel Serres ( Tempo di crisi, Bollati Boringhieri) chiama il monotono e infecondo “gioco a due” che le società umane praticano da molto tempo! Il “gioco a due” è quello che appassiona tanto le folle e le nostre antiquate politiche. Il “gioco a due” è quello che lascia fuoriil “mondo” dagli interessi di politici, leaders, opinion makers, educatori, religiosi, uomini di cultura, imprenditori, ecc. La loro inadeguatezza e desuetudine, come quella dei cittadini in genere, si misura dalla loro ignoranza delle “parole” e delle “cose” che riguardano il “mondo”, la Biogea(termine coniato da M. Serres per significare il “mondo”). Il gioco a due è quello che oppone solo “umani” mentre il mondo resta il “terzo” escluso. Gioco a due, in fondo, è quello in cui, per evitare di trattare le questioni vere, la nostra società si droga con la …

Penso, dunque rido!

Una coppia di coniugi molto anziani, oltre i novant’anni, consulta un avvocato divorzista. Il legale chiede: ”Perché adesso? Avete più di novant’anni, siete sposati da oltre settant’anni, perché divorziare adesso?”. I due spiegano: “Volevamo aspettare che i ragazzi non ci fossero più!”. Se avete ridacchiato, - commenta il matematico John Allen Paulos -, probabilmente non avete un cervello di silicio (forse un cuore di pietra, ma non un cervello di silicio, come un robot!). Riconoscere le sfumature emotive richiede una somma di abilità che ovviamente non sono ancora (se mai lo saranno!) tra le proprietà delle macchine intelligenti, riconosce Martin Minsky. In realtà,quelle abilità non sembrano tanto diffuse neppure tra gli esseri umani!. Come appare abbastanza evidente! Un filosofo, che nessuno collegherebbe al "ridere", come Kierkegaard, ha scritto una volta: “In gioventù dimenticai di ridere. In seguito aprii gli occhi e vidi la realtà. Cominciai a ridere, e da allora non ho p…