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Visualizzazione dei post da Giugno, 2010

ELEGIA PER UNA SCUOLA FERITA

Tempi di esami e, quindi, tempi di bilanci…anche per la scuola! E allora credo che niente sia più opportuno che condividere e dare voce, su questo Blog, a una serie di pensieri, carichi di senso. Il senso che deriva dal partire da un’idea di scuola e dieducazione – mentre il difficile, oggi, sembra, proprio, avere una idea di scuola! Si tratta di pensieri che esprimono sentimenti complessi e contrastanti. Di mestizia, forse, ma anche di amore per la scuola e di speranza per il suo presente e il suo futuro. E Dio sa quanto ne abbiamo bisogno, in questo mondo e…in questo Paese! Le parole e i pensieri sono di MarinaBoscaino, donna, genitrice e docente, e, immagino, siano rivolti a tutti quelli che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la Scuola – e “devono” qualcosa a quel Luogo: alle esperienze culturali là vissute; alla crescita, là, sperimentata; agli “incontri”, là, realizzati; alle emozioni, alle “aperture” e alle scoperte, là, rese possibili, e anche alle difficoltà e alle…

ATTENTI AL LUPO!

Ricordate la storia di “cappuccetto rosso”? vi ricordate del “lupo” della fiaba? Bene, allora prescindete dalle varie letture, simboliche, psicanalitiche o anche religiose, che di quella fiaba sono state fatte. Concentratevi sul lupo. Ma, anche qui, lasciamo da parte i poveri lupi “reali” che, secondo le moderne teorie etologiche, sono meno “lupi” di quanto si sia sempre pensato (in questo senso la storia del lupo di san Francesco d’Assisi ha, in un certo senso, “anticipato” le moderne conoscenze riguardo a questo animale. Ciò sia detto a salvaguardia dell’onorabilità di quella creatura così tristemente e ingiustamente famosa!). Concentriamoci sul lupo di cui parla la fiaba di “cappuccetto rosso”, il lupo dell’archetipico immaginario collettivo umano, quel lupo stretto parente, anzi forse dello stesso “casato” di quello della favola di Fedro (“Il lupo e l’agnello”: ve la ricordate? Altrimenti andate a rileggervela, perché può essere utile per capire ciò che andremo a dire). Solo che il…

La vita interessante. Senza nome e senza volto!

Povero tempo, il nostro, in cui lavisibilitàsembra una nuova religione, anche per i seguaci delle grandi religioni storiche. Tempo accattone, questo, in cui si associa al culto dell’immagine l’idea di valore decisivo. Tempo triste, questo, se una specie di deformazione mentale porta a identificare una vita degna di essere vissuta con il successo derivante dalla  “fama” mediatica. Tempo privo di passioni, il nostro, se il sogno di una vita,per troppi, sembra consistere in pochi, fugaci, inconsistenti, vuoti e virtuali momenti di “apparizione” pubblica, per i quali si è dispostia “tutto”. Tempo cortigiano e servile, questo nostro, in cui la grandezza di un uomo o una donna viene identificata sempre più spesso con la notorietà mediatica. Oggi, siamo tentati – tutti – di ritenerci impotenti di fronte agli eventi. Oggi, pensiamo – perché siamo, in questo senso, condizionati – che, senza l’intervento dei “potenti”, i problemi, di ogni genere, non possono essere avviati a una soluzione. Oggi…