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Visualizzazione dei post da Aprile, 2010

Elogio dell’umorismo e della leggerezza. Un altro modo di conoscere

Chi sarebbe disposto ad associare l’umorismo e la leggerezza con le modalità della conoscenza? Chi riesce ad immaginare uno scienziato, un ricercatore, uno studioso in genere che si avvicina ai suoi oggetti attraverso la strada dell’umorismo? Non siamo piuttosto propensi ad associare la ricerca, l’indagine, lo studio e la conoscenza in genere con l’aspetto serioso, con la fronte corrugata, con quell’espressione che hanno spesso tanti autoproclamatisi maestri, o intellettuali, o autorità morali e guide spirituali, o studiosi ed esperti, tale per cui sembra che tutti i pesi e i problemi del mondo siano sulle loro spalle e le sole soluzioni possibili a quei problemi debbano necessariamente emergere dai loro sforzi? Sì, magari saranno anche capaci di un po’ di umorismo e leggerezza ma in momenti e situazioni molto diversi e distanti da quelli – seri – della conoscenza e dell’ammaestramento! Può essere utile perciò per riconsiderare queste convinzioni la lettura di “A una spanna da terra”, …

IL 25 APRILE 1945. LA NECESSITÀ DI RICORDARE

Questo è un tempo strano per il nostro paese! Capi di governo e ceti governativi, forse tra i peggiori della nostra storia italiana, che, privi di quel senso dello Stato, che dovrebbe essere la loro caratteristica peculiare, aggrediscono le istituzioni alla base della convivenza democratica, col rischio di tagliare il ramo si cui si sono così comodamente “appollaiati”. Sedicenti guide politiche (??) e capipopolo, che irridono alle origini della nostra Repubblica e ai suoi valori fondanti. Intellettuali e gruppi dirigenti che tradiscono la loro vocazione, e si mostrano interessati unicamente al proprio “particulare” o a quello del proprio clan. Cittadini che sembrano mossi solo da un pragmatismo cinico e miope. Giornalisti, entusiasti megafoni di interessi forti più che professionisti dell’informazione. Ecclesiastici e credenti, spesso rigidi censori, privi di umorismo e di “leggerezza” (cfr. invece “il mio peso è leggero”), che sembrano usare la propria fede e la religione solo come s…

Scrittori e lettori al tempo della Rete

Qualcuno dice che oggi si legge poco (soprattutto noi italiani!), qualche altro paventa che il diffondersi dell’utilizzo della rete avvenga in concorrenza con la lettura e a scapito dei libri! ma è proprio vero? O forse saremo costretti a sperare dalla rete  una maggiore diffusione della lettura? Forse qualcuno – e non solo i ragazzi! – sarà invogliato e… costretto a leggere proprio dall’utilizzo della rete! Forse la rete è e potrebbe essere un efficace strumento per insegnare a…leggere e scrivere anche ad analfabeti…di fatto, o di…ritorno! E allora non sarebbe bene evitare di assumere quell’atteggiamento da … noiosi “tutori”, impauriti da tutto, i quali sembrano cercare sempre, in ogni nuova tecnologia, come in ogni novità, solo i pericoli! Io credo che  la rete sia uno straordinario esercizio e addestramento alla lettura e alla scrittura, direi anche alla creazione della scrittura o alla scrittura “creativa”! Pensiamo solo, per esempio, al fenomeno dei social network o allo sterminat…

Il mantello di Arlecchino. Educare, perché?

Quando si parla, oggi, di crisi dell’educazione, di crisi della scuola e della formazione; quando si parla di “emergenza educativa”, si intende, forse, sottolineare che, oggi, l’educazione è il primo problema o che, oggi, l’educazione è essa stessa un “problema” Forse si intende anche sottolineare la difficoltà, oggi, di essere educatori da parte di adulti, genitori, docenti, chiese, scuole, istituzioni e autorità di ogni genere Forse ci si riferisce, anche, da parte di qualcuno, in modo un po’ riduttivo, al problema di trovare o aggiornare tecniche e mezzi educativi Per qualche altro, la crisi è legata ai cambiamenti in atto nel mondo contemporaneo e alla crisi delle antiche istituzioni e autorità sociali.
Credo però che, in tutte queste ipotesi, non si colga la questione vera, la radice del problema, ciò che è evocato anche se, per lo più, in modo solo implicito, attraverso la centralità che sembra assumere oggi la questione educativa!
E allora, mettiamo, un attimo, da parte – perché sco…

Nonostante tutto… il meglio deve ancora venire!

Mi ha colpito molto una frase, sconsolata e accusatrice, del grande regista Mino Monicelli secondo cui la speranza è un trucco e una frode nelle mani dei potenti – anche se quella frase io l’ho letta come  un invito, perentorio, a non attendere una vita e un mondo diversi da nessuno,  ma  a interpretare piuttosto la naturale inclinazione a sperare dell’essere umano come la possibilità di gettarsi - adesso – oltre “la siepe”, di fare qualcosa, adesso, per non trasformare la speranza in retorica e ipocrita esortazione o in comodo alibi per il disimpegno.  Mentre indugiavo in questi pensieri mi sono imbattuto nella seguente risposta che Nicholas Humphrey, professore presso la London School of Economics, ha dato alla domanda posta, dal forum scientific Edge a 153 scienziati, filosofi,scrittori e artisti di fama mondiale, sulle possibili ragioni per essere ottimisti – anche oggi.  “Se fossi vissuto mille anni fa e mi avessero chiesto che cosa desiderassi per i miei discendenti del secolo s…