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Visualizzazione dei post da Marzo, 2010

Il canto di Circe…..Quale cristianesimo? (7)

Un buon prelato della curia romana si lamentava con lo Spirito Santo:”Spirito Santo, io non capisco. Di che avevamo bisogno? Una vita di Gesù (una sola!), una dogmatica, una morale, un rituale, un compendio di diritto canonico, e, per il popolino, il catechismo. Ed  ecco quello che ci hai dato: quattro vangeli, e Paolo, e tutti questi libri della Bibbia così disparati!”. Questo aneddoto (ripreso da Bellet, La quarta ipotesi, Servitium) può essere letto da due angolazioni: la prima evidenzia il carattere strutturalmente “ermeneutico” del messaggio cristiano. Il che significa non solo che quel messaggio può essere interpretato a partire da qualunque tipo di cultura e paradigma culturale, ma anche che il cristianesimo ritiene di conoscere Dio ma pure di non comprenderlo in modo pieno, per cui è consapevole del fatto che non sempre ha qualcosa da dire in suo nome. Un secondo tipo di lettura invece potrebbe guardare a questo aneddoto come a una spia del disagio e del disorientamento delle c…

Una cura per l'ignoranza. Libri e storia

In una conversazione con Jean-Claude Carrière, Umberto Eco ricorda che da un’inchiesta recente realizzata a Londra, è emerso che un quarto delle persone interrogate credeva che Winston Churchill e Charles Dickens fossero dei personaggi immaginari mentre Robin Hood e Sherlock Holmes erano realmente esistiti – immaginiamo quali sarebbero stati i risultati in Italia dopo decenni di confusione trarealtà e fiction indottadallavideocrazianostrana! -. In quella conversazione (pubblicata in Non sperate di liberarvi dei libri, Bompiani), Jean-Claude Charrière, risponde, sconfortato: “l’ignoranzaci circonda da tutte le parti, spesso con arroganza e rivendicazioni. Faanche proselitismo. È sicura di sé, proclama il suo dominio attraverso la bocca stretta dei nostri politici [e la faccia larga delle nostre Tv digitali!]”.  E allora che fare? Quali cure si possono sperimentare? Jean-Claude Charriére stesso indica una strada citando un’idea di un suo amico, il quale paragona i libri di una biblioteca…

La semplicità, la complessità e Mozart. La lezione di un fisico!

In tempi in cui, da un lato, indagini internazionali rilevano il carente livello di abilità e conoscenze, soprattutto nel campo delle scienze e in quello linguistico (il che è come dire in campi fondamentali per comunicare e competere nella società complessa), degli studenti italiani, quelli del sud in modo particolare; mentre, dall’altro, sembra opinione comune che la soluzione consista non nell’innalzare – con appropriate metodologie - il livello di competenza e di conoscenza degli studenti, ma nell’abbassare gli obiettivi e la qualità dell’istruzione pubblica, può essere utile ricordare una, apparentemente paradossale, raccomandazione di Einstein, il quale, secondo quanto scrive Frank Wilczek, Premio Nobel per la Fisica 2004, diceva: “Tutto va reso quanto più semplice possibile, ma non più semplice”. Per interpretare questa affermazione, si può ricordare ciò che scrive lo stesso Wilczek, secondo cui “le nostre migliori teorie del mondo fisico sembrano complicate e difficili perché …