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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2009

Escape from freedom. Discorso semiserio di fine anno!

Per tutti quelli che, di fronte alla ricorrente difficoltà di comprendere comportamenti e scelte (culturali o politiche) del “popolo”, sono tentati di pensare di trovarsi in situazioni senza via d’uscita, potrebbe essere utile riflettere su una parabola che un vecchio monaco (Luigi Vannucci) era solito raccontare, per spiegare le ragioni di ciò che Fromm chiamava “fuga dalla libertà”, e un giovane e sconosciuto filosofo del 1500, De La Boétie, “servitù volontaria”.


Ebbene – diceva il vecchio monaco – “il mondo è fatto di gente molto buona ma poco sveglia, e di gente meno buona ma più sveglia; la persona meno buona e più sveglia va avanti a noi, molto buoni e più addormentati”. Come è possibile?, si chiedeva il vecchio monaco. La risposta era: si serve delle nostre paure per dominarci e così diventiamo schiavi, non siamo più liberi!

E continuava: liberarsi dalla paura, ma dalla paura di tutto, di vivere, di ammalarsi, di non riuscire in un concorso, di non progredire nella carriera, l…

Natale:ricordi e memoria. Quale cristianesimo? (6)

Questo tempo natalizio, con le sue feste, i suoi addobbi, le sue luci, i suoi auguri, e anche le sue contraddizioni e ipocrisie, questo tempo spinge alcuni a cercarne il senso, altri a negarne un senso, altri ancora, abbagliati da luci e da regali, a ignorarne qualunque senso. Stimolato da vari interventi letti sul web, alcuni molto interessanti, - come quello del mio amico Luigi Vassallo sul suo blog “Ipse dixit” (Natività 2009), - altri meno, ma, in ogni caso, degni di riflessione, vorrei offrire un ulteriore – spero utile - contributo, non con le mie parole, ma con quelle, che condivido pienamente, di Johann Baptist Metz, un teologo contemporaneo, tra i maggiori e, per me, il più significativo.


Carica di senso antropologico ed esistenziale – degna diattenzione per credenti e non credenti – , credo, sia l’ottica da cui egli guarda al natale cristiano. A Natale i cristiani dicono di commemorare la nascita di Gesù. Ma sembrano dimenticare, però, che le principali feste cristiane sono…

Strumenti per capire. Quale cristianesimo? (5)

Le discussioni sgangherate provocate dalla decisione di Bruxelles sui crocifissi e dall’esito del referendum svizzero sulle moschee, nonché le conclusioni e le proposte, cinicamente strumentali, seguite a quelle discussioni, suggeriscono l’opportunità di dedicare uno degli…incroci di questo blog a una proposta di discussione (magari a puntate) sui contenuti essenziali del cristianesimo. Sono temi questi ultimi che, pur non essendo al centro del dibattito pubblico e spesso considerati marginali da credenti e non credenti, sono tuttavia usati per manipolare opinioni, emozioni e consensi, per scopi tutt’altro che chiari, da parte di chi sa di poter contare proprio sulla scarsa conoscenza e sull’ignoranza relative alle questioni religiose. Anche in questo caso riappropriarsi della conoscenza significa, non solo, diventare adulti consapevoli di ciò in cui si dice di credere (per i credenti), ma anche, per tutti, difendere la propria libertà e la propria indipendenza di giudizio!

Il primo p…

La sentite questa musica?

Forse un giorno rimpiangeremo la quasi totale mancanza di formazione musicale (intesa come educazione al suono ed educazione all’ascolto) nelle nostre scuole! Sarà quando la rozzezza, la mancanza di gusto, di sensibilità e di stile che ci circondano e ci invadono – dall’alto ma anche dal basso - ( e ci attraversano?) sembreranno sommergerci! Avremmo, oggi, veramente bisogno di ricominciare da una ri-educazione dei sentimenti e delle emozioni! Ma come?


Certo, già la frequentazione delle opere d’arte e della poesia potrebbe essere un buon mezzo (ma anche questo manca, a quanto sembra, se è vero, come è vero, che, nelle nostre scuole, la visione e il godimento diretto delle opere artistiche e la lettura o l’ascolto delle opere letterarie sono state – da tempo - in gran parte, sostituite dall’insegnamento-apprendimento di noiosi e, spesso banali, discorsi critici! Che derivi anche da questa “mancata (mal-) educazione” e da una, ormai radicata, “ignoranza”, oltre che da, presunte, esigenz…