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Visualizzazione dei post da Novembre, 2009

Asimmetrie. Pensare e sentire oltre!

La nostra esperienza contemporanea è sempre più quella di soggetti che vivono in un tempo che hasmarrito i suoi dei, i suoi padri, i suoi eroi. Molti, però, vivono tale situazione da orfani. Sempre alla ricerca di “quadrature del cerchio”. Sempre a caccia della risposta alla domanda: perché? Sempre alla ricerca di ipotetiche, nuove ( o vecchie? ) simmetriche e armoniche configurazioni, in cui forzare la realtà! È proprio necessario vivere di nostalgie o di rimpianti? Non potremmo imparare a dire, invece di: perché?, perché no? Non potremo accontentarci, invece di solide e definitive legittimazioni, solo di possibilità? Perché non si potrebbe comunicare senza necessariamente firmare manifesti? Perché non si potrebbe parlare e negoziare sensi e simboli molteplici, senza per questo usare un unico codice? Perché non si potrebbero stabilire contatti, senza per questo fondare un partito? Perché non andare, insieme, alla ricerca di frammenti, senza per questo voler ricostruire città morte? P…

La cultura...e i volti

In tempi in cui si discute tanto di riforme degli studi, di formazione o, addirittura, di “emergenza educativa”, forse dovrebbe essere prioritario non accontentarsi di cercare soluzioni tecniche od operative, non accontentarsi di essere solo “funzionari” del sapere, senza andare alla radice dei problemi. In tutte la questioni relative alla formazione, alla educazione, alla conoscenza, alla cultura, sono sempre in gioco domande più “radicali”, alle quali, sembra, non siamo più capaci di rispondere. Che sia anche questa una espressione dell’”analfabetismo di ritorno”, che pare tipico, anche, degli intellettuali e di chi opera nel campo dei saperi e della cultura, oggi?

Non sarebbe il caso allora di intendersi – prima di affrontare altre questioni - su ciò che significa, per noi, sapere e cultura, oggi? Anzi, prima ancora di discutere dell’idea di cultura o di sapere, non sarebbe il caso di interrogarsi su quale atteggiamento, quale “sguardo”, quale “stile”, sono presupposti da una autent…

Vogliamo ricominciare a studiare?

Una reazione (e un errore!) molto comune oggi, data la superficiale – e analfabeta – tipologia di lettura delle vicende pubbliche, è essere indotti a pensare, infantilmente, che, nelle nostre società globalizzate, tutte le questioni siano riconducibili ad un unico centro di potere o di comando, abbattuto o cambiato il quale, ogni problema si possa risolvere e riportare alla normalità! Ma già Michel Foucault, qualche decennio fa, nelle analisi raccolte nel libretto (da rileggere!) La microfisica del potere (Einaudi), ha descritto diversamente le modalità dell’esercizio del potere, nella società complessa. Qui il potere non è mai riconducibile solo a moloch chiaramente individuabili, né tanto meno identificabili facilmente solo con le sue forme più visibili, ma è, invece, disseminato nei capillari che attraversano le nostre vite. La lotta non si può ridurre quindi solo al bombardamento del quartier generale! (anche perché, spesso, il quartier generale, come diceva il vecchio Marx, è sol…

Tutti dicono I love You

In tempi di “amore liquido” (Bauman) possiamo smettere di interrogarci su cosa diciamo quando diciamo: ti amo? O vogliamo appaltare, anche su questo argomento, il nostro cervello a conduttori e comparse di talk show e reality?

E allora cominciamo, facendoci guidare dalle riflessioni del raffinato filosofo Jean Luc Nancy, (Sull’amore, Bollati Boringhieri; vedi anche Nancy, M’ama non m’ama, Utet), dal constatare che in questo nostro mondo, comandato da troppi calcoli, aspettative e valutazioni, si ha l’impressione che amare sia sottoposto a troppe domande. “Amare – si, ma secondo quale misura di gusto? Secondo quale aspettativa di durata, secondo quale modo di esistenza? Secondo quali rischi e quali chance? Amare – sì, certo,vi aspiriamo sempre, ma non senza misurare i possibili costi e benefici, non senza prevedere più o meno espressamente la possibilità di limitare o di abrogare l’impegno. Amare – sì, lo diciamo sempre, ma non confondendo forse l’impegno incondizionato con le attratti…