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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2009

Uno, due, tre...Il vetro rotto

Due dati a disposizione di tutti. Due dati inconfutabili. Due dati che non hanno niente a che vedere con le finte notizie che Tg e giornali ci propongono, mostrandoci solo la “confezione” degli eventi. Due dati che non hanno niente a che vedere con il “nulla”, di cui rischiamo di diventare degli esperti, continuando a pendere, come tanti purtroppo, dalle labbra di governanti imbonitori, le parole dei quali consumano e sprecano le nostre giornate, i nostri pensieri e le nostre emozioni, impedendoci di conoscere e analizzare le loro vere scelte concrete. Due fatti che, come tanti altri, belli o brutti, noi non riusciamo ad approfondire, e neppure a conoscere, se non ad “ogni morte di papa”, perché quasi tutti i nostri “professionisti” dell’informazione, in livrea da maggiordomi, sono troppo occupati a collezionare, con accuratezza, ogni minimo “rutto” maleodorante che viene fuori da chiunque abbia qualche visibile “insegna” del potere: politico, culturale, religioso, economico, ecc. Tut…

Religione o fede? Quale cristianesimo? (4)

La dichiarazione pubblica di ateismo da parte di una giovane e pensosa amica, mi ha indotto a pormi alcune domande relative alla questione religiosa, la principale delle quali è stata senz’altro la seguente: ma chi è il credente? colui che professa di credere nel Dio cristiano e poi ritiene impossibili un altro mondo e una umanità diversa, o colui che dice di non credere nel Dio cristiano, ma non smette di credere, di sperare, e di lottare, perché questo mondo cambi le sue logiche e diventi una casa accogliente per ogni essere umano?

Beh, non ho dovuto pensarci molto per scegliere la seconda ipotesi! Anche perché mi sono ricordato di un brano del vangelo, dove Gesù parla di un padre che aveva due figli e chiese a tutti e due di andare a lavorare nella sua vigna. Gesù prosegue il racconto dicendo che il primo rispose al padre: vado subito signore, ma non andò; mentre l’altro oppose un rifiuto alla richiesta del padre, ma poi ci andò. L’evangelista Matteo, che narra l’episodio, scrive c…

Chi ha paura della diversità? Elogio dei colori

Nella nostra società complessa e interdipendente (ormai, in modo irreversibile!), esiste una sempre più generalizzata condizione di interazioni plurali e reciproche.

La nostra è una società "demonopolarizzata", una società multipolare. Un multipolarismo che interessa non solo le culture, i sistemi di riferimento categoriali, le tradizioni scientifiche, le scuole di pensiero. Infatti, la molteplicità dei punti di vista è costitutiva anche di una stessa cultura, di uno stesso sistema di riferimento, di una stessa scuola di pensiero. Di più, la molteplicità dei punti di vista vale non solo in riferimento ai diversi punti di vista dei soggetti individuali, ma attraversa anche i tipi di pensiero, i tipi di logica, gli atteggiamenti di ogni singolo soggetto. Ognuno di noi, per così dire, parla simultaneamente molte"lingue": perciò è così difficile ( e a volte drammatico) capire in quale “lingua” stiamo comunicando o scegliere in quale “lingua” comunicare. Oggi si è indi…

I paradigmi della stupidità 2. La sindrome di Nimby

Il tradimento e le degenerazioni delle classi dirigenti, e delle élites in generale, nel nostro paese, come risulta da varie indagini, è sotto gli occhi di tutti. È vero che esistono due generi di classe dirigente come esistono due tipi di società, ma, secondo gli italiani, sembrano prevalere i ritardi culturali e l’incapacità di adeguarsi ai cambiamenti, l’indifferenza all’interesse collettivo, l’indecisionismo e il tirare acqua al proprio mulino con ogni mezzo, il cinismo sociale e i comportamenticlanici. Ma le indagini dicono anche altre cose e su queste occorre imparare a riflettere con rigore per immaginare il “che fare”.
Carlo Carboni, nel suo libro La società cinica (Laterza), è molto illuminante in proposito e, soprattutto, preciso nell’indicare le degenerazioni e i fattori di disgregazione del vivere civile. In una pagina, che occorrerebbe studiare, parola per parola, in tutti gli ambienti (politici e amministrativi, ma anche imprenditoriali, culturali, formativi e anche eccle…

I paradigmi della stupidità (con brano antologico!)

Spesso di fronte a scelte e gestioni del potere politico (e non solo politico) non condivisibili o addirittura inaccettabili – nei confronti dei quali ci si sente impotenti e, forse, privi di immaginazione politica e di iniziativa per il cambiamento – si tende a spostare il problema imprecando contro quegli elettori che, con il loro consenso, sostengono quelle maggioranze, o contro l’imbecillità di un generico “popolo”! Dal quale, quelli che rifiutano lo stato delle cose, si chiamano, ovviamente, sempre fuori! Salvo poi a sfruttare le opportunità che quello “stato delle cose” offre!


Come quando, da un lato, si contesta, duramente e giustamente, l’arroganza nell’esercizio del potere e l’illegalità, che, troppo spesso, sembra diventare mentalità “normale” e comportamento diffuso, nonché “sancito” anche in alcune scelte politiche, amministrative o legislative, e, dall’altro lato, magari per i propri familiari o amici, si è subito pronti a guardarsi intorno e a fare indagini del tipo: “c…