mercoledì 23 settembre 2009

Vivere adesso!

Mi ha sempre colpito questo pensiero di Hugo Von Hofmannsthal: “La maggior parte delle persone non vive nella vita, ma in un simulacro, in una sorta di algebra in cui nulla esiste e in cui tutto sta a significare. Vorrei sentire profondamente l’essere di ogni cosa”

La cosa più difficile, probabilmente,  - soprattutto in una società come la nostra, tutta giocata sul profitto, sull’avere, sulla competizione, sulla corsa per arrivare (ma dove?), sulla lotta per “arrivare primi”, - è rapportarsi da “umani” al tempo. Forse occorrerebbe un continuo allenamento, da cominciare quanto prima, se vogliamo avere la fortuna di poter esclamare alla fine della vita: ho vissuto!  Invece, purtroppo, la nostra vita, come ha detto una volta Pierre Hadot in una sua conversazione, “è destinata a rimanere sempre incompiuta nel senso più forte del termine”. Infatti i nostri “momenti” non sono mai “vissuti” veramente, perché o li guardiamo attraverso le nostre “algebre” e “geometrie”, o, nel migliore dei casi, attraverso le nostre speranze, le nostre attese, le nostre aspirazioni o i nostri ideali. E comunque sempre proiettandoli nel futuro, in qualcosa d’altro!

Ci comportiamo tutti, un po’, come quegli adolescenti per i quali la ricerca della felicità è sempre associata al raggiungimento di un possibile obiettivo futuro e quasi mai impegnata a recuperare l’esperienza del “nudo sentimento dell’esistenza”(Rousseau). L’esperienza di vivere adesso!

In ogni caso, “non viviamo, speriamo di vivere, aspettiamo di vivere”! (P.Hadot)

4 commenti:

pina ha detto...

Hic et nunc.

Essere nel vento fresco alla fine di un'afosa giornata di settembre! Sentirsi leggeri nel vento, sciolte le catene del pensare! Regalarsi inconsapevoli al vento, flessibili come una canneto inondato dal sole in riva al mare! Essere in silenzio nel vento, dissolto nel vento il rumore di vane parole!

Anonimo ha detto...

Sedendo quietamente
senza far nulla,
viene la primavera e l'erba cresce da sè; le montagne azzurre sono da sè montagne azzurre,
le bianche nubi sono da sè
nuvole bianche.
-Toyo Eicho-

Mario Rosario Celotto

Lindbergh ha detto...

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d'amore e d'accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare (Hermann Hesse).

gunnar ha detto...

La ricchezza del vivere adesso.
Quante volte abbiamo definito vita vera quella in cui scorre adrenalina, sempre sul filo del tempo e sempre veloci in tutto. Proiettati su cose da fare e su progetti da realizzare, rimuovendo immediatamente le cose appena fatte (l'adesso) acquisite in modo spesso superficiale. Il vivere ora è semplicemente banale, il credo è essere "un passo avanti agli altri" cercare di anticipare il futuro e così rischiando di perdere il presente, la vera realtà.

L'adesso ci appare insipido,"fermo", non stimolante. Una vita "proiettata" diventa intanto oggetto di aspettative, spesso sopravvalutate, generatrici di emozioni, che come una droga, tolgono il "gusto" del vivere l'attimo.

La ricchezza del vivere adesso è il ritrovare quel "palato fine" ci farà apprezzare la semplicità del "Sentirsi leggeri nel vento" e
che "le bianche nubi sono da sè nuvole bianche".

La preghiera del mattino di Hegel

In una sua annotazione molto famosa, Hegel sostiene che la lettura del giornale è la nuova preghiera del mattino dell’uomo moderno. Certo...